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Sono anni che diciamo che questi format di Campagne 5 per Mille, un po’ tutte uguali, tutte nello stesso periodo, un po’ con le stesse strategie, parlano sempre e solo alla stesse persone, ignorando una quantità enorme di contribuenti che potrebbero davvero fare la differenza.
Ora i dati del 2014 rendono questa affermazione indiscutibile e chi ha virato verso nuovi target, nonostante il trend delle preferenze in stallo e leggero calo, ha visto gli effetti.

È vero, è più facile parlare con chi ad un certo punto deve decidere perché ha un adempimento: fare la dichiarazione.
Parlare a quella fetta della società civile con una cultura medio alta, dipendente, con spese da detrarre, ecc… Insomma, a quella classe media che utilizza il 730 per fare la propria dichiarazione dei redditi.

Come avevamo già scritto, dei 16 milioni circa di preferenze, oltre il 75 % fa il 730, e tutti gli altri?

Lo sapete quanti sono i contribuenti italiani…circa 41 milioni… Ne mancano all’appello, davvero tanti, ma chi sta parlando con queste persone? Chi si preoccupa del pensionato che non ha neanche idea che senza alcuna fatica e costo potrebbe fare una “donazione” di 10 – 20 euro e che oggi a volte fa a fatica con il bollettino andando in posta.
Eppure sarebbe semplice, basterebbe aggiungere nelle frasi tutte uguali “…. e se non fai la dichiarazione dei redditi …..”

Oppure, che strumenti abbiamo messo in campo per i professionisti o le partite Iva quando a giugno spariscono tutti gli appelli, spariscono slider sul 5 per mille dai siti e sembra che questa importante modalità a sostegno del terzo settore non esista più?
Solo l’1 % dei primi esprime preferenze e il 25 % dei secondi, ma messi insieme sapete quanti sono? DAVVERO TANTI!

campagne 5X1000

Certo, sono circa 12-13 milioni i contribuenti che per fascia di reddito o per imposta a credito o a zero non porterebbero alcun contributo, ma restano 11-12 milioni di preferenze che oggi potrebbero portare ben altri risultati soprattutto se il tetto venisse tolto. (Il tetto è stata una vera sventura non solo in termini economici, ma ha funzionato da disincentivo alle campagne che vedevano comunque non un diretto incremento del contributo all’aumentare delle preferenze).

Si sta parlando sempre alle stesse persone, le campagne così come sono hanno l’obiettivo di strappare preferenze ad altre associazioni, sono diventate aggressive ma meno efficaci, stanno progressivamente sgretolando il concetto che la preferenza “è per sempre”, la fedeltà della scelta, perdendo di vista la cosa più importante: ampliare la “torta”.

Quindi, organizzazioni, cambiate rotta!

Mario Consorti – NP Solutions
www.npsolutions.it

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