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Finalmente sono uscite le liste e i risultati sono stati un po’ per tutti entusiasmanti, molte organizzazioni infatti hanno visto un bel balzo in avanti del proprio contributo 5 per mille. Vale però la pena di entrare bene nel merito.

È vero che il primo valore che attrae l’attenzione è il contributo complessivo raccolto, ma la reale efficacia della propria campagna la si legge dal numero complessivo di preferenze ottenuto.

Ebbene UDITE! Il 2014 è stato il primo anno in cui il totale delle preferenze espresse nella loro complessità è calato, questo nonostante la gran quantità di dichiarazioni che ancora oggi non esprimono alcuna preferenza. È vero che il numero delle dichiarazioni totali è diminuito ma davvero di poco (circa 300.000 in meno su 41 milioni) rispetto al 2013, ma questo si verificava anche negli altri anni.

È come dire che le Campagne oggi stanno muovendo preferenze da un’organizzazione all’altra, non sono conquistati nuovi target: anzi, anche se per poco ne sono stati persi.

Le preferenze nel complesso sono calate di circa 100.000 unità.

Sono anni che diciamo che le organizzazioni debbono cominciare a rivolgersi a nuovi target piuttosto che solo a quella classe media composta essenzialmente da dipendenti e che fanno la propria dichiarazione utilizzando il 730; è importante cominciare a guardare alle Partite IVA (Unico) e ai pensionati (CU).

Oggi, tutte quelle organizzazioni che ci hanno seguito in questa nostra indicazione vedono non solo l’incremento finanziario, determinato essenzialmente dall’innalzamento del tetto, ma anche un incremento delle proprie preferenze.

Quindi davvero tutti bravi, ma attenti: non fatevi ingannare dal risultato finanziario, guardate le preferenze, guardate il contributo medio, capite chi sono i vostri “elettori”…E cominciate a guardare altrove.

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In attesa di consultare a breve i dati aggiornati.

NP_sol2023

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